I volontari hanno riflettuto sul loro ruolo nel Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di corso Brunelleschi, una struttura costosissima e poco utile

14.06.2014 17:13

TORINO – I volontari delle carceri e della giustizia si sono riuniti per riflettere sul Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di corso Brunelleschi, sabato 17 novembre 2012 a Cavoretto, nell’ambito di un dibattito interno della Conferenza regionale volontariato giustizia di Piemonte e Valle d’Aosta, sul tema della detenzione amministrativa nei Cie e su “disponibilità, capacità, possibilità di intervento e ruolo del volontariato”. «I Cie, compreso quello torinese di corso Brunelleschi, sono oggi pressoché impermeabili alla società civile esterna. In Italia vi sono complessivamente 13 Cie, per una capienza totale di circa 1900 posti ed un costo complessivo che nel 2010 ha sfiorato i 200 milioni di euro – spiegano il presidente della Conferenza regionale volontariato e giustizia, Renato Dutto, ed il vice presidente Lodovico Giarlotto -. La Polizia di Stato od un altro Corpo armato presidiano l’aspetto della sicurezza, mentre associazioni scelte dalla prefettura (a Torino è stato designato il Corpo militare della Croce Rossa Italiana) si occupano dell’assistenza. Le uniche persone esterne ammesse sono i religiosi, i quali accedono, su autorizzazione della prefettura, in qualità di ministri di culto. Il volontariato è, al momento, escluso. Anche per i giornalisti vi sono difficoltà di accesso». Una materia molto complessa, che i volontari  delle carceri e del mondo della giustizia affrontano con relazioni di legali, docenti universitari e religiosi che operano a diretto contatto con i detenuti di corso Brunelleschi. Dopo un inquadramento giuridico a cura dell’avvocato Donatella Bava, dell’Associazione studi guridici sull’immigrazione, sono previsti gli interventi di suor Lidia, Figlia di Maria Ausiliatrice (dell’ufficio pastorale migranti della diocesi di Torino) e di suor Silvia (Domenicana di Betania e volontaria nel carcere e nel Cie), sulla loro «esperienza al Cie di corso Brunelleschi». Sono stati anticipati i risultati salienti di uno studio condotto dall’International University College of Turin (Iuc): l'esborso dei contribuenti per il mantenimento dei Cie di corso Brunelleschi è molto alto (circa 1.200 euro al mese per ciascun detenuto, senza contare i costi di sorveglianza, di gestione e di ammortamento della spesa per la struttura, per il cui ampliamento sono stati spesi, nel 2010, ben 14 milioni di euro), rispetto ad una quota di rimpatri di appena il 57 per cento. In numeri assoluti, lo scorso anno, su circa 1.100 detenuti soltanto 650 sono stati rimpatriati. A parlare dello studio il docente Iuc Uriche Stege e, per  l’Associazione studi giuridici di Torino, i ricercatori Maurizio Veglio, legale specializzato in diritto dell’immigrazione, ed Emanuela Roman. Una riflessione fondata su dati ed esperienze sul campo, per capire quale può essere il ruolo del volontariato nel Cie di corso Brunelleschi.




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