l Piemonte ha il Garante per le carceri

 

È Bruno Mellano, nominato dal Consiglio regionale

 

TORINO - Nel numero di giugno della rivista Notizie della Regione Piemonte è stata pubblicata un'intervista al Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Bruno Mellano.

● Pubblichiamo la versione integrale dell'articolo, firmato da Giovanni Monaco e titolato "Carcere, ecco il Garante":

L’istituzione è nuova per il Piemonte ma ci sono gia altre regioni (come per esempio Lazio, Sicilia e Toscana) che da anni si sono dotate di questa figura: il primo Garante subalpino per le carceri e Bruno Mellano, gia consigliere regionale e parlamentare con il partito Radicale. «Una figura - spiega - di garanzia rispetto ai diritti delle persone private della liberta personale. Non solo nel carcere quindi, ma anche nei Cie per il Piemonte. L’Italia in questo momento e accusata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo di trattamenti inumani
e degradanti nelle sue carceri. Siamo sotto la lente d’ingrandimento della Corte, che si e presa un anno per valutare gli interventi
relativi all’Italia
».
Tra le varie promesse fatte all’Europa dai governi italiani ultimamente succedutisi, c’era anche la creazione di un sistema di garanti. Verra infatti istituito un Garante nazionale, che coordinera i regionali, provinciali e comunali. In Piemonte c’e gia il Comune di Torino con Maria Pia Brunato e il Comune di Ivrea. Il Comune di Asti ha approvato la delibera istitutiva del suo garante.
Ora arriva il Piemonte. «Il garante si rivolge a tutti, naturalmente, ma soprattutto a una platea di 4.107 detenuti in Piemonte, di cui 139 donne. Sono quattordici gli istituti penitenziari nella nostra regione, per i quali sono competente: tredici ordinari e il minorile Ferrante Aporti di Torino», ricorda Mellano.
Il primo passaggio, da parte sua, e stato comunicare ufficialmente al provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria Enrico Sbriglia e a tutti i direttori della nascita del nuovo istituto. «Vorro quanto prima fare una visita in tutti gli istituti di pena - aggiunge - e so che ci sono gia richieste di incontro, perche la notizia e uscita sui giornali e diversi detenuti desiderano
presentare la situazione che vivono
».
In Piemonte nove istituti su quattordici risultano sovraffollati: hanno piu persone detenute di quanto previsto dalla loro capienza regolamentare. «A Torino, forse il caso piu grave, sono 1.332 invece che 1.041». Secondo il garante, «il parametro del sovraffollamento non e l’unico: bisogna valutare il complesso della presenza nel carcere, dal punto di vista dell’attivita e della utilita del periodo carcerario. Tale periodo non puo essere soltanto di restrizione e contenimento ma deve proporre percorsi per il recupero e il reinserimento nella societa dei detenuti, come prevede la Costituzione». Non mancano gli esempi concreti, come quello che riguarda
«le persone incarcerate per reati legati alla violenza sessuale, che sono circa 250 in Piemonte. Ebbene, non si riesce a fare con loro dei percorsi qualificati ed efficaci di sostengo psicologico e di recupero anche sociale. Magari ci sono persone che prendono tre anni per maltrattamenti alla moglie o ai figli, escono incattiviti e forse ancora piu pericolosi per la societa, invece che recuperati», spiega Mellano.
Il lavoro, quindi, non manca e le prospettive di migliorare la situazione possono essere concrete: «L’importante, da subito, e riuscire a trovare un percorso comune con la Magistratura - conclude il garante - con gli uffici del Ministero di Giustizia, quindi carcere e servizi sociali, nonche con la Regione stessa, con le sue competenze sanitarie, di formazione e lavoro».

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